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Liberalizziamo la Marjuana

Canapa

Volevo fare questo post da tempo, dopo questa notizia ho deciso di metterci mano.

Aldo Bianzino un falegname 44enne di Pietralunga , piccola cittadina della toscana vicino a Citta di Castello, vicino a Cortona è finito in carcere perché coltivava canapa indiana nel suo orto.

In carcere è morto, pestato a sangue dai secondini (4 ematomi cerebrali, fegato e milza rotte, 2 costole fratturate). Lascia una moglie e un figlio, aveva 44 anni e non aveva mai fatto male a nessuno.

Questa terribile vicenda racchiude in se alcuni punti cruciali di questa Italia di merda:

  1. Non si può finire rinchiusi in una cella per queste tipologie di reati (considerando l’affollamento delle nostre carceri e il fatto che il soggetto non è pericoloso e non ha fatto del male a nessuno, ma proprio a nessuno!)
  2. La situazione nelle carceri è insostenibile, e, a quanto pare, i pestaggi sono all’ordine del giorno
  3. La detenzione è una stronzata inutile, pensiamo a pene alternative (lavori forzati/socialmente utili)
  4. Non si può finire in carcere per aver coltivato una pianta
  5. UNA PIANTA NON PUO’ ESSERE ILLEGALE, cristo, come puoi tu legislatore di merda (venduto e corrotto) dichiarare illegale una pianta che cresce spontaneamente in natura? (NB Italia = secondo produttore al mondo di canapa prima del proibizionismo)

Quoto al 100% quello che dice Beppe Grillo in un suo post (e che io dico da anni!):
L’uso di canapa indiana va liberalizzato. Ci sarebbero meno pusher, meno finanziamenti alla criminalità  organizzata, non più carceri che scoppiano.

E’ semplice, si liberalizza la coltivazione e l’uso personale, ovvero coltivare, diciamo, 6 piantine , a casa tua puoi fumare quanto cazzo vuoi. Se ti trovo fumato al volante, la legge non cambia. Semplice, facile, immediato.

I risultati??

Tutti i fumatori di Maria (e sono tanti!) se la coltiverebbero, risparmiando (e sviluppando un po’ di pollice verde!) e soprattutto si eviterebbe di finanziare la malavita organizzata.

Non si può vietare la coltivazione di una pianta autoctona, una pianta che ha mille proprietà , oltre quella psicoattiva: fibra, olio combustibile, medicinale … giusto una curiosità  … sapete su cosa è scritta la carta di indipendenza americana ? ehehe, su un foglio di canapa !!

La canapa venne messa fuorilegge nel 1937 negli USA in seguito al “Marijuana Tax Act” col solo fine di introdurre nel mercato (prima locale poi mondiale, da noi col piano Marshall) le fibre di Dupont (nylon, teflon, lycra, kevlar, sono tutti marchi originali Dupont), i combustibili a benzina (Standard Oil – Rockefeller).

NB. la prima auto … andava ad olio di canapa, ricordatelo !!!

Così venne organizzata una massiccia campagna pubblicitaria (che a volte dura tutt’ora) per screditare la canapa:

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Il problema è che i dati parlano chiaro: nella storia umana non abbiamo un singolo esempio di morte per marjuana … quindi NON FA MALE.

La canapa è una pianta miracolosa, dovrebbe essere sacra ( e lo è stata per tanto tempo), è come il maiale, non butti via niente, ed è proprio per questo che è stata messa fuorilegge, non per motivi di “salute pubblica” ma per fottuti interessi economici dei petrolieri e dei produttori di gomma.

Leggete questo: La vera storia: perchè la marijuana fu proibita

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Da Cannabis Tipo forte:

LA CANAPA

Gli usi della canapa nelle varie culture dell’uomo sono numerosissimi: da produttrice primaria di fibra per cordami e per ogni tipo di tessuto, a medicinale con ampie possibilità  di applicazioni. L’olio dei semi veniva usato per fare oli alimentari, da lampade, solventi, saponi, cosmetici; la fibra e la polpa per fare la carta; le radici per frenare l’erosione e migliorare la fertilità  del terreno. Potrebbe inoltre essere utilizzata per la produzione di energia “pulita” (addirittura sostituire il petrolio, a prezzi vantaggiosi!), potrebbe essere la base per tutti i materiali plastici (con il vantaggio di essere facilmente biodegradabile), e studi recenti indicano che potrebbe sostituire – o entrare in competizione con moltissimi dei medicinali esistenti (fino al 60%). Basti pensare che già  nel febbraio 1938 la rivista americana “Popular Mechanics” stimava più di 30.000 possibili usi commerciali della canapa, dalla dinamite al cellophane.

CANNABIS : PRODUTTRICE DI FIBRA

L’ultimo utilizzo della canapa di cui esiste il ricordo in molti è quello di pianta produttrice di fibra; e come tale ha sempre avuto, in tutti i tempi e in quasi tutte le culture del mondo, il posto di eccellenza.
Come fibra era:
la migliore per ogni tipo di corda, dallo spago alle gomene per navi;
la più usata per tessuti (erano di canapa le lenzuola, le tovaglie, le tende, i tappeti, gran parte dei vestiti, le borse, i sacchi, i tubi flessibili, le tele per dipingere, i teloni, le vele delle navi, ecc.);
un prezioso sigillante a tenuta d’acqua (per il fasciame delle imbarcazioni, per i raccordi delle tubature, ecc.);
la base per la miglior carta filigranata per banconote, come carta per archivi, atti ufficiali, Bibbie, ecc. ecc..

Cà€NNABIS : PRODUTTRICE DI CARTA

La maggior parte dei prodotti di carta è composta da polpa di alberi. La polpa (nelle varie parti del mondo la domanda di carta è la causa maggiore di deforestazioni), è composta in media dal 60% di cellulosa. La polpa della canapa ha una percentuale di cellulosa che va dal 77 all’85%, e la pianta produce almeno 4 volte più materiale cellulosico per ettaro del legname. Con la canapa si ottiene un nuovo raccolto ogni stagione (o possibilmente più di uno nella maggior parte del mondo), il che la rende una fonte più economica e di miglior affidamento per la produzione di tutti i tipi di carta.”
-”Nel mondo occidentale le carte delle navi, le mappe, i diari e le Bibbie erano fatte di carta contenente fibra di canapa dal tempo di Colombo – XVI secolo – fino ai primi del ’900, e dai cinesi dal primo secolo dopo Cristo in poi.
-Fino al 1883 il 75-90% di tutta la carta del mondo era fatto con la fibra di cannabis: Bibbie, libri, giornali, mappe, cartamoneta, cartone, ecc.. I prodotti usati per fare la carta erano vele e corde in disuso venduti come ciarpame, vestiti, coperte, tendaggi, tele dismessi e venduti a straccivendoli, fatti principalmente di canapa e talvolta di lino.
-”I più vecchi documenti in carta conosciuti sono testi buddisti del primo sec. a.C., fatti di una mistura di cortecce e stracci vecchi, principalmente canapa. Il più vecchio libro stampato conosciuto, il Cinese “Dharan” (770 d.C.), è composto per il 100% di canapa.” – “Questo tipo di carta è l’ideale per conservare documenti, può durare indefinitamente, secoli e anche millenni, mentre la carta fatta con la polpa di legno ha una durata media di 25-80 anni.”
-”Oggi il 93% della carta di tutto il mondo è ricavato dal legno degli alberi, e deve subire trattamenti chimici tossici: la discarica nelle nostre acque di metalli pesanti e tossine come acido solforico e diossina (da lavaggi di doro) da parte dell’industria della carta, può essere ridotta dal 60 all’80% scegliendo in alternativa la polpa di canapa, per la quale si possono usare ossigeno o perossido di idrogeno (acqua ossigenata).” Inoltre la possibilità  di produrre carta fu una delle principali cause economiche della proibizione della canapa.

Cà€NNABIS : PRODUTTRICE DI CELLULOSA

La canapa è la più grande produttrice di cellulosa sul pianeta. Allo stesso tempo la sua polpa e la sua fibra possono essere usate come sostituti biodegradabili e in armonia con l’ambiente, migliori di molti prodotti oggi costituiti di plastica.”
-”Poiché un acro di canapa produce tanta cellulosa quanto 4,1 acri di alberi, è il materiale perfetto per rimpiazzare il legno per pannelli compressi, truciolati e per stampi di calcestruzzo per costruzione. Un materiale pratico, economico, resistente al fuoco, con eccellenti qualità  come isolante termico e acustico, è stato ottenuto scaldando e comprimendo le fibre delle piante e creando forti pannelli, ideali per sostituire muri a secco e compensato. Sia il petrolio che le materie organiche possono essere usati per fare oggetti in plastica di uso comune. Una volta elaborata, la cellulosa ricavata dai carboidrati vegetali ha le stesse caratteristiche della plastica ricavata dagli idrocarburi dei combustibili fossili…
“La fabbrica di automobili “Ford” nel 1941 (dopo 12 anni di ricerche) presentava un’auto con la carrozzeria in fibra vegetale, fra cui canapa. La plastica ricavata da queste fibre poteva sopportare urti 10 volte più forti dell’acciaio senza ammaccature. Il peso totale del veicolo era circa 2/3 di quello di un’auto normale. Ford aveva anche progettato di rifornire i suoi veicoli con carburante ricavato da vegetali, ma fu ostacolato, dapprima dalla proibizione dell’alcool, poi dalla proibizione della canapa, e forzato a usare il petrolio.”

CANNABIS:PRà’DUTTRICE DI SOLVENTI, OLI LUBRIFICANTI,OLI COMBUSTIBILI

-”I semi di canapa hanno un contenuto di olio che varia dal 30 al 35%. Un tempo l’industria usava quest’olio per fare vernici, tinte, saponi, olio per cucinare, come lubrificante per strumenti di precisione e per motori di aerei, per lacche, smalti, vernici impermeabili, ecc.. Prima dell’avvento dei solventi chimici di sintesi (tossici), uno dei migliori solventi per vernici è sempre stato l’olio di semi di canapa (non tossico), o di lino.
-”Fino intorno al 1800 l’olio di semi di canapa fu il più consumato per l’illuminazione in America e nel mondo. L’olio vegetale combustibile per eccellenza era l’olio di semi di canapa. I prodotti della combustione di quest’olio non contengono ne piombo ne zolfo.
-”Nel 1935 negli USA furono usate 58.000 tonnellate di semi di canapa solo per tinte e vernici.

Cà€NNABIS : PRODUTTRICE DI ENERGIA

-”Combustibile non è sinonimo di petrolio. Un sistema di produzione di energia da biomassa può costituire una considerevole fonte di combustibili. I combustibili derivati dalla biomassa della canapa possono rimpiazzare ogni tipo di prodotto energetico derivato da quelli fossili.” La pianta di canapa offre a chiunque abbia l’accesso a un appezzamento di terreno l’opportunità  di “coltivare pozzi di petrolio”, con una produzione equivalente a circa 1000 galloni (3785 litri) di metanolo per acro (4047 metri quadrati) all’anno. In questo modo la canapa diventa una risorsa di energia, ma di valore e affidabilità  infinitamente più grandi che i combustibili fossili.” La canapa, considerata su scala mondiale (può essere coltivata a tutte le latitudini, esclusi i circoli polari), è il più grande produttore di biomassa del mondo. -”La biomassa può essere trasformata in metano, metanolo o benzina con un costo notevolmente inferiore al petrolio, carbone fossile o energia nucleare, specialmente se vengono inclusi costi ambientali. I semi di canapa contengono olio per il 30% in volume, che può essere usato per produrre olio diesel di alta qualità , olio per motori di aerei e per macchinari di precisione. “La biomassa può soddisfare la maggior parte delle nostre domande di energia liquida, solida, gassosa ed elettrica tramite un’industria domestica decentralizzata, in cui il carburante, i profitti e i lavori rimangono nel luogo di produzione. I benefici economici di ciò si diffonderanno attraverso una società  più prospera e promuoveranno l’indipendenza economica. Ognuno potrà  aver benefici usando una fonte di energia migliore, ricavata usando una tecnologia tuttora esistente.
Nel 1991 Neil Pickard, Ministro per le Risorse Minerarie e l’Energia dell’Australia, dichiarò che “la marijuana brucia con temperature estremamente elevate e emette una considerevole energia calorica. Bruciare marijuana potrebbe essere più economico che bruciare carbone, inoltre produrrebbe circa lo stesso quantitativo di energia.”
Ogni anno, attraverso la stagione di crescita, la canapa produce ossigeno più che a sufficienza per bilanciare tutto il C02 che più tardi rilascerà  nell’atmosfera se bruciata come fonte di energia. La canapa arricchisce e rivitalizza il terreno, pulisce l’aria e porta benefici ambientali alla popolazione.

CANNABIS : MIGLIORATRICE DEL TERRENO

-”La conservazione e la bonifica dei terreni sono argomenti impellenti, sia per ragioni economiche che per ragioni ecologiche. La canapa, con le sue radici e il suo apparato fogliare frena l’erosione del terreno e ne migliora la struttura. Inoltre la coltura successiva si avvantaggia notevolmente ad essere preceduta dalla canapa.
Fino a questo secolo gli agricoltori americani usavano comunemente canapa per pulire terreni vergini, come raccolto da maggese e dopo incendi boschivi per prevenire frane e allagamenti… (la canapa) inoltre disgrega il suolo compatto e oltremodo lavorato.
La canapa lascia il terreno in condizioni eccellenti per ogni tipo di raccolto successivo, specialmente quando le infestanti potrebbero essere un problema …ancora e protegge il suolo dall’erosione. Costruisce e conserva, nello strato superficiale e in quello sotterraneo del terreno, strutture simili a quelle delle foreste. Nel terreno appena ripulito, dove il sottosuolo è stato rimosso in profondità  dalle radici degli alberi, le radici della canapa si spingono in profondità  indeterminatamente…
La canapa non spoglia il suolo, anzi è capace di ricostruire terreni impoveriti e capovolgere gli effetti dell’erosione. Migliora le condizioni fisiche del terreno, distrugge le erbe infestanti, e, quando viene “pulita” (per la fibra) sullo stesso terreno dove è stata coltivata, restituisce la maggior parte degli elementi fertilizzanti usati durante la stagione di crescita.” Dunque la canapa seminata subito dopo interventi di deforestazione, è la piantagione ideale per evitare smottamenti del terreno e permettere una rapida ricostruzione del bosco.
Ne è un triste esempio il Bangladesh, che significa letteralmente “popolo della terra della canapa”, ha firmato un accordo negli anni 70 con gli USA, promettendo di non far crescere canapa. Da allora (il Bangladesh) ha sofferto malattie, privazioni di risorse, carestie e decimazioni dovute alle continue inondazioni non più trattenute.

CANNABIS : RIDUZIONE DELL’INQUINAMENTO AMBIENTALE

In agricoltura, l’utilizzo della canapa può ridurre di molto l’inquinamento causato dai concimi chimici, dai diserbanti e dai pesticidi.
Negli USA la metà  dei fertilizzanti di sintesi e dei pesticidi viene usata solo per il cotone. La canapa può sostituire vantaggiosamente il cotone in tutte le sue utilizzazioni come materiale tessile, fornendo 2-3 volte maggior quantità  di materiale per ettaro di terreno coltivato, materiale di superiore resistenza e di migliori qualità .
Inoltre è stata usata tradizionalmente in rotazione con altri raccolti per soffocare le erbacce infestanti e ripulire il terreno per i raccolti successivi, per ridurre o eliminare molti parassiti, e come siepe e barriera antivento per altre colture.
Raramente ha bisogno di pesticidi. La pianta ha così pochi seri nemici fra gli insetti che è stata usata per fare repellenti organici contro i parassiti

Cà€NNABIS : PRODUTTRICE DI CIBO

L’utilizzo dei semi di canapa come cibo è stato importante nella storia, specialmente dove le popolazioni sono sopravvissute su agricoltura marginale. Milioni di persone hanno usato semi di canapa come cibo per molte generazioni, soprattutto in periodi di carestie.”
I semi di canapa contengono il 24% di proteine, una manciata di semi può fornire il minimo nutrimento quotidiano richiesto da un adulto. Nel regno vegetale sono secondi solo ai fagioli di soia per il loro contenuto totale di proteine. Ma a differenza della soia, le proteine della canapa sono facili da digerire. I semi di canapa sono un cibo ad alto valore alimentare, e l’olio ricavato dai semi stessi (30-35% in volume), oltre ad essere olio combustibile, usato nell’industria e in cosmetica, è anche un ottimo olio commestibile, utilizzato da secoli soprattutto in Oriente.
L’olio di semi di canapa è fra gli oli con minor contenuto di grassi saturi, con un totale dell’8%, contiene il 51-62% di acido linoleico, e il 19-25% di acido linolenico, …acidi grassi che sono responsabili della risposta del sistema immunitario …questi oli non aumentano i livelli di colesterolo, ma aiutano a pulire le arterie …gli acidi linoleico e linolenico supportano il sistema immunitario e agiscono da guardiani contro le infezioni virali e altri insulti a tale sistema.
I semi delle piante di canapa sono la maggior fonte di acidi grassi essenziali.
Sono in corso studi per usare questi oli essenziali per sostenere il sistema immunitario delle persone che abbiano contratto il virus HIV, connesso con l’AIDS.

CANNABIS : PIANTA SACRA IN MOLTE CULTURE

II mito della canapa e il suo consumo sono aspetti fondamentali in molte delle più grandi religioni del mondo.
Droghe e religione si trovano spesso insieme… hanno diverse cose in comune: in primo luogo l’origine… L’uomo scoprì il soprannaturale sotto l’effetto di funghi ed erbe allucinogene. La razionalizzazione primordiale, ossia le prime spiegazioni di quello che succedeva dopo aver mangiato questi vegetali, costituiscono la religione. Ovviamente non si può affermare che le droghe siano “causa” delle religioni …ma secondo l’opinione di R.G. Wasson i funghi (e le erbe) allucinogeni «possono essere serviti come un potente detonatore per l’anima, la mente e l’immaginazione dell’uomo primitivo ».
L’etnobotanico R.E. Schuites… fu tra i primi a osservare lo stretto collegamento esistente fra sostanze psicoattive e religiose, e formulò la convinzione che tutte le sostanze psicoattive sono state collegate con religione e magia…. Il passo successivo è stato la scoperta che tutte le religioni hanno avuto rapporti con le sostanze psicoattive.
La canapa fu usata nella maggior parte dei nostri culti e religioni come una delle 7 droghe più largamente utilizzate per alterare l’umore, la mente e il dolore, prese come sacramenti psicotropi e psichedelici (manifestanti o espandenti la mente).
Per esempio, nell’ INDUISMO (India) la ganja (canapa in sanscrito) è un regalo degli Dei che riduce le febbri, cura l’insonnia, riduce la dissenteria, stimola l’appetito, aumenta la capacità  di giudizio rendendo la mente più rapida, cura molte malattie mentali ed è un aiuto per prolungare la vita [Rig Veda, 1500 a.C.]. La canapa fu un dono del dio Shiva, che portò la pianta dall’Himalaya per il consumo, la gioia e l’illuminazione degli uomini.
I buddisti hanno usato canapa ritualmente dal V secolo a.C.. Riti di iniziazione e esperienze mistiche erano- e sono – comuni in molte sette Buddiste Cinesi. Alcuni buddisti tibetani e Lama (sacerdoti) considerano la canapa la loro pianta più sacra. Molte tradizioni, scritti e credenze buddiste indicano che “Siddartha” (il Budda storico) usò e mangiò nient’altro che canapa e i suoi semi per sei anni prima di annunciare (scoprire) al mondo le sue verità  e diventare Budda (Le Quattro Nobili Verità , l’Ottuplice Sentiero).
La religione ZOROASTRIANA (Persia, dal VII – Vili sec. a.C., al III – IV sec. d.C.), è basata, almeno in superficie, sull’intiera pianta, considerata il sacramento religioso principale della sua classe sacerdotale e la sua più importante medicina.
Sia gli ESSENI (antica setta Israelita di integralisti Ebraici, circa 200 a.C.-73 d.C.) che i TERAPEUTI (Egitto, da cui noi manteniamo il termine “terapeutico”). usavano la canapa come medicinale. I SUFI ISLAMICI (Medio Oriente) sono sacerdoti Musulmani “mistici” che hanno preso, usato e lodato la canapa per rivelazioni divine, intuizioni e unità  con la Divinità , per almeno gli ultimi 1.000 anni.
Anche la Chiesa Copta Sionista Etiopica (una religione vecchia 6.000 anni) utilizza la canapa come suo sacramento centrale, ritenendo che la “sacra erba verde del campo” nominata nella Bibbia (Ezechiele 34:29) e gli incensi segreti della Bibbia, gli incensi dolci e gli oli per unzioni siano di canapa.
Rimanendo in Africa, anche i BANTU’ hanno culti segreti della “Dagga”(canapa), mentre PIGMEI, ZULà™ e OTTENTOTTI la trovano un medicamento indispensabile per crampi, epilessia e gotta e inoltre la usano come un sacramento religioso.
I RASTAFARIANS (Giamaica e altrove) sono una setta religiosa contemporanea, usa “ganja” come sacramento religioso per comunicare con Dio (Jah).
Persino nella BIBBIA l’uso di canapa non viene mai proibito e neppure scoraggiato. Alcuni passi si riferiscono direttamente alla bontà  di usare erbe come cannabis, e ne è pronosticata anche la proibizione : «Nei tempi a venire, qualcuno… dirà  menzogne ipocritamente… ordinando di astenersi da ciò che Dio ha creato per essere ricevuto con gratitudine da coloro che credono e conoscono la verità  » (Paolo: “Itim. 4:1)”
Non è esattamente chiaro il ruolo giocato dalla canapa con il famoso oracolo di DELFI, ma la teoria accettata è che i deliri della gran sacerdotessa “Pythia” fossero i risultati di una buona dose di hashish (resina di canapa) o bhang (cannabis preparata per essere ingerita). Altri credono si trattasse di datura, “caviceps purpurea” (un parassita della segale), o ossido di azoto.

CANNABIS : PROPRIETA’ MEDICINALI

-”La canapa, il cui estratto fino ai primi anni del XX secolo era un medicinale fra i più usati al mondo ha dimostrato in numerosi studi di essere valida per un’ampia gamma di applicazioni cliniche recenti.
La canapa non è una panacea contro tutti i mali, ma ha come effetto principale quello di alleviare il dolore cronico, così come piccoli dolori, aiutando le persone a mangiare, dormire e vedere meglio; creando in questo modo un’attitudine mentale favorevole alla guarigione.
L’erba è riconosciuta creare sentimenti di calma e benessere, previene la nausea, riduce la pressione sanguigna, stimola l’appetito, fa cessare le convulsioni, calma gli spasmi muscolari, e molto di più.
Come ogni droga (medicinale), la canapa è uno strumento senza valore morale intrinseco, negativo o positivo che sia.
C’è un’ampia gamma di risposte a essa, da droga miracolosa a esperienza spiacevole, dipendente dalle condizioni sociali, personalità  e farmacologia, Nessuna droga è perfettamente sicura e innocua per tutte le persone, a tutti i livelli di dosaggio e in tutte le condizioni di utilizzo. Ciononostante, anche secondo l’illustre parere di D. Freidman, direttore deputato dell’Istituto Nazionale per l’Abuso di Droghe (NIDA). «E’probabilmente vero che il più grande pericolo (della canapa) sia rappresentato dalla possibilità  che una balla di materiale ti cada addosso. »
Un pregio della sostanza, spesso sottovalutato, è il suo uso come medicina preventiva: le persone che consumano canapa regolarmente probabilmente non svilupperanno mai malattie come glaucoma, emicranie, insonnia o problemi di salute relazionati allo stress, che d’altronde potrebbero avere senza l’effetto dell’erba.”
II suo uso medicinale si perde nella notte dei tempi, per la cura delle malattie più diverse. In Cina la canapa (TA MA, grande pianta) è stata coltivata per uso medicinale almeno dal XXVII secolo a.C., ed è considerata una delle 5 piante maggiori dell’immortalità ,
-Nella medicina Ayurvedica Indiana è largamente usata, da sola o in combinazione con altre erbe nel trattamento di enteriti, dissenteria, nevriti, reumatismi, nevralgie, come sonnifero, antispasmodico, disinfettante, antimalarico, come cura della lebbra, come vermifugo e per correggere sbandamenti di umore. Viene raccomandata contro il catarro nel più antico testo medico conosciuto (Susruta Samhita, VI sec., India).
Il sistema medico musulmano “Unani Tibbi” la usa largamente come medicina; anche in Medio Oriente e in Africa la canapa ebbe un ruolo importante nella farmacopea.

Update: uno studio americano ha dimostrato che l’estratto di canapa serve a bloccare la metastasi al seno.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/7098340.stm

CANNABIS: PIANTA PRODUTTRICE DI BENESSERE…USO SOCIALE E RICREAZIONALE

E’riconosciuto dalla stragrande maggioranza degli antropologi che da sempre, in tutte le culture del mondo, l’uomo ha cercato e cerca tuttora di alterare il proprio umore, le proprie percezioni e la propria coscienza. (Questa prerogativa non è solo degli esseri umani: anche molti animali cercano intenzionalmente stati di alterazione.) Questa ricerca (di modificazioni sensoriali) avviene tramite l’uso di sostanze (di origine vegetale, animale o talvolta minerale) che, se assunte, possono modificare la percezione, tramite tecniche mentali (concentrazione, meditazione, yoga, ecc.), tecniche fisiche (tramite il controllo della respirazione, il procurarsi dolore, l’astenersi dal cibo e le varie pratiche ascetiche), o spirituali (preghiere, invocazioni insegnate dalle varie religioni, pratiche esoteriche).
Tutti cercano in qualche modo di “evadere” dalle condizioni di percezione comuni: televisione, cinema, teatro, romanzi, realtà  virtuale e tutti gli “spettacoli ricreativi” sono forme di evasione dalla realtà , in cui lo spettatore si identifica con una realtà  fittizia e non corrispondente a quella di tutti i giorni (sono evasioni anche tutti i giochi dei bambini, e degli adulti).
E’necessario, per il benessere fisico e mentale, sognare, creare realtà  illusorie dove ci muoviamo.
L’utilizzo della canapa provoca in genere un miglioramento dell’umore, ci si sente più indulgenti e disponibili verso gli altri, rilassa i nervi e mitiga lo stress, favorisce il sonno e permette una migliore introspezione.

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5 Responses to “Liberalizziamo la Marjuana”

  • Ubikindred scrive:

    Vecchia storia (e sempre più incredibile ed ingiustificabile, mentre i fascisti continuano a dire che la maria è DROGA, salvo spararsi sommi quantitativi di alcool, assai più dannoso e pericoloso). Detto ciò, consiglio la lettura dei saggi del buon Giancarlo Arnao, in cui spiega come ci sia stata negli anni ’30 anche una massiccia campagna a favore della proibiione della marijuana dato che la FDDA americana si ritrovava con al fine del proibizionismo, ad avere migliaia di uomini divenuti improvvisamente inutili…

  • settantasette scrive:

    Sottoscrivo anche le virgole.
    Un saluto.

  • gianluca scrive:

    ciao, forse ti può interessare il mio blog per uno scambio link:

    http://gianluca-revolution.blogspot.com
    ciao

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