Oggi Marco Travaglio ha ricevuto delle durissime critiche, sia dalla maggioranza che da quella che dovrebbe essere l’opposizione, per aver citato dei fatti su Renato Schifani, presidente del Senato.
Esprimo solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti.
Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all’altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato.
Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro.
Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore.
8 commenti
No ping yet
Pek scrive:
12 maggio 2008 a 19:07 (UTC 1)
rimango basito.
la questione principale che ha scandalizzato tutti é che sono state fatte affermazioni a dir poco inquietanti sulle frquentazioni della seconda carica dello stato.
ma sembra che a nessuno freghi un emerito cazzo se tali informazioni sono vere o false…
mah…
diego scrive:
13 maggio 2008 a 11:16 (UTC 1)
In un programma di una rete statale di un paese democratico mi aspetterei che se qualcuno infama o infanga l’onorabilità di una data persona lo stesso possa querelare il giornalista infamatore e la trasmissione che ha permesso la cosa ma non è questo il nostro caso. Nessuno ha querelato nessun’altro. In pratica un accreditato giornalista ha detto delle cose vere ma scomode di una delle più alte cariche statali in una rete dello stato e questo è considerato inaccettabile dalla politica tutta (tranne come al solito IDV).
Invece di chiedere spiegazioni sul passato di Schifani la politica sceglie la più comoda strada della censura e della punizione dando un chiaro messaggio a tutti i dipendenti che vogliono lavorare in RAI. Non toccate i politici.
Sempre più lontani dalla democrazia non rimane che sperare nel risveglio delle coscienze del popolo e degli elettori. IDV è attualmente l’unico partito che ha a cuore la libertà d’espressione e la libera informazione e per questo appoggia Marco Travaglio.
Pigi scrive:
13 maggio 2008 a 16:04 (UTC 1)
io quello che non capisco è questo… fino a tre giorni fa se chiedevi per strada “chi è schifani” manco ti sapevano rispondere.. adesso tutti si sentono in dovere di dire “mafioso bastardo a casa” senza neanche preoccuparsi di farsi una sempkice domanda “ma è vero quello che si dice?” (perchè non mi risulta che travaglio sia il depositario della verità vera, è un comune mortale anche lui…). perchè cazzo si deve passare da un estremo all’altro nell’attimo di un battito di ciglia, in questo paese di merda?? il problema è proprio questo, che tutti se ne sbattono di tutto, di tutti gli schifani d’italia fino a quando non sentono che qualcuno in televisione ha detto che schifani è un mafioso..
io sono sicuro che tutti quelli che si sentono legittimati a gridare che è uno scandalo, in realtà , non sanno nemmeno cosa abbia detto travaglio, non sanno chi sia schifani, non sanno chi sia Mandalà , non sanno cosa sia un piano regolatore generale, non sanno chi sia lino abbate, ecc ecc ecc ecc ecc.
se fossero davvero preocupati dallo schifani di turno, di schifani ce ne sarbbero molti meno in italia..
tanta faciloneria, anche su internet e anche sul tuo sito ale.
wildbuzz scrive:
13 maggio 2008 a 16:51 (UTC 1)
Pek, ti quoto al 100% è tutta lì la questione
Diego, la cosa più imbarazzante è la presa di posizione bipartisan PD-PDL … fa paura per la democrazia di questo paese !
Pigi, la faciloneria la lascio per i post sul Cioè, in questo caso un giornalista ha ripetuto quello che è stato scritto, e mai smentito, e senza mai una querela, da altri giornalisti. Il fatto preoccupante è che nel momento in cui viene ribadito in televisione scatta lo scandalo e tutti a fare quadrato intorno alla terza carica dello stato. Non sono le vecchie amicizie di Schifani a preoccupare (oddio, anche) ma l’atteggiamento dei politici: una volta che sei lì diventi intoccabile, a prescindere.
Le principali cariche dello stato dovrebbero essere intoccabili perché persone integre e con un passato tanto trasparente da non dare adito a dubbi, non che quando diventi presidente sei intoccabile a prescindere !!
Che poi l’italiano medio prenda per oro colato, senza verificare i fatti, quello che sente in TV o sui giornali …. è vero, … ed infatti siamo gli ultimi in Europa!
Dai, per il compleanno ti regalo il libro di Gomez così ti diverti a verificare !
Pigi scrive:
14 maggio 2008 a 10:01 (UTC 1)
No mica accusavo te di faciloneria, figurati.. era una riflessione in generale sui nostri compatrioti hehehe.. il libro me lo leggerei volentieri a dire la verità !! nel mio post infatti mi ero dimenticato di specificare che io non so cosa abbia detto travaglio, nè conosco la “storia” di schifani, come la maggior parte della gente, e quindi mi astenevo dall’insultare l’uno o l’altro.. per ora almeno..
certo che non mi aspettavo mica che il pd reagisse così.. appena gli tocchi la sedia diventano tutti uguali sti bastardi…
Bolo scrive:
14 maggio 2008 a 15:50 (UTC 1)
Quoto da Repubblica: “Le lontane “amicizie pericolose” di Schifani furono raccontate per la prima volta, e ripetutamente, da Repubblica nel 2002 (da Enrico Bellavia). In quell’anno furono riprese dall’Espresso (da Franco Giustolisi e Marco Lillo). Nel 2004 le si potevano leggere in Voglia di mafia (di Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo, Carocci). Tre anni dopo in I complici (di Lirio Abbate e Peter Gomez, Fazi). Se dei legami dubbi di Schifani non si è più parlato non è per ottusità , opportunismo o codardia né, come dice spensieratamente Travaglio a un sempre sorridente Fabio Fazio, perché l’agenda delle notizie è dettata dalla politica ai giornali (a tutti i giornali?).
Non se n’è più parlato perché un lavoro di ricerca indipendente non ha offerto alcun – ulteriore e decisivo – elemento di verità . Siamo fermi al punto di partenza. Quasi trent’anni fa Schifani è stato in società con un tipo che, nel 1994, fonda un circolo di Forza Italia a Villabate e, quattro anni dopo, viene processato come mafioso.”
Intelligenti pauca…
wildbuzz scrive:
14 maggio 2008 a 16:05 (UTC 1)
Bella il Bolo !!
Pigi scrive:
15 maggio 2008 a 10:17 (UTC 1)
http://www.corriere.it/politica/08_maggio_15/travaglio_martirano_3b59d18e-224b-11dd-8bc7-00144f486ba6.shtml