Incostituzionale la legge 40, la legge più vatican-driven dopo quella sul testamento biologico.
I giudici della Consulta hanno infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 14, comma 2, della norma, nel punto in cui prevede che ci sia un “unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre” di embrioni.
Viola la Costituzione anche il comma 3 dello stesso articolo, nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna.
La Corte, infine, ha dichiarato inammissibili, per difetto di rilevanza nei giudizi principali, la questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 6, inerente l’irrevocabilità del consenso della donna, e dei commi 1 e 4 dell’articolo 14.
Questa scellerata legge rende di fatto impossibile effettuare l’inseminazione artificiale in Italia tanto che secondo le associazioni più di 10mila coppie italiane nel 2008, si sono rivolte alle cliniche straniere – dalla Spagna alla Repubblica Ceca – dove la diagnosi pre-impianto, la fecondazione eterologa, la conservazione degli embrioni sono legali.
“Per chi ha malattie genetiche come la talassemia o la fibrosi cistica la diagnosi pre-impianto è l’unica via per sperare di avere figli sani. Ma la legge consente al massimo la creazione di tre embrioni, numero troppo basso per diagnosi statisticamente utili, e in più vieta di congelarli, obbligando le donne a più bombardamenti ormonali, e poi prevede di impiantarli tutti, anche quelli malati. Con la “libera scelta” di fare poi un aborto terapeutico al terzo mese, aggiungendo dolore al dolore” (repubblica.it)
Dopo una terribile campagna vaticana per l’approvazione di questa legge e la propaganda per non far raggiungere il quorum al referendum abrogativo, oggi abbiamo finalmente una buona notizia … la capiranno i nostri incapaci politici?