
Legge 2 luglio 2004, n. 165
“Disposizioni di attuazione dell’articolo 122, primo comma, della Costituzione” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 155 del 5 luglio 2004
Art. 2.
(Disposizioni di principio, in attuazione dell’articolo 122, primo comma, della Costituzione, in materia di ineleggibilità)
1. Fatte salve le disposizioni legislative statali in materia di incandidabilità per coloro che hanno riportato sentenze di condanna o nei cui confronti sono state applicate misure di prevenzione, le regioni disciplinano con legge i casi di ineleggibilità, specificamente individuati, di cui all’articolo 122, primo comma, della Costituzione, nei limiti dei seguenti princìpi fondamentali:
a) sussistenza delle cause di ineleggibilità qualora …
…
f) previsione della non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della Giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto, sulla base della normativa regionale adottata in materia.
Qual’è la situazione del presidente della Regione Lombardia?
Formigoni è presidente della Lombardia da 3 mandati, e in 2 di questi è stato eletto per suffragio universale.
Il fatto che la legge in questione sia entrata in vigore durante il sui primo (in effetti secondo) mandato con suffragio universale è il motivo perché alcuni sostengono sia eleggibile, il che va assolutamente contro la “ratio” della legge (ovvero il consolidarsi di poteri) come ha già sentenziato la Cassazione (n. 2001 del 2008) che ha escluso la possibilità di ricandidatura per i sindaci in una fattispecie analoga.
Anche il presidente emerito della Corte costituzionale, Valerio Onida, ha lasciato intendere la concreta possibilità che, se rieletto, Formigoni – così come Errani – rischia di essere destituito perché ineleggibile
Uno dei meccanismi di base per un corretto funzionamento della democrazia è il ricambio delle persone nei posti di poteri, al fine di evitare il consolidamento dei poteri e pratiche eventualmente dannose per la comunità. Nel caso di rielezione di Formigoni ci troveremmo di fronte ad un ventennio (che non suona molto bene) di potere di “governatore” della regione più ricca d’Italia (e forse d’Europa) nelle mani di una stessa persona.
Qualcosa non và ….